Migliori album 2025

Inauguriamo la lista dei migliori album 2025 con i soliti 20 dischi selezionati su una base di circa 45 dischi che ho apprezzato quest’anno. Con un rapido colpo d’occhio noto che metal e hard rock vanno per la maggiore anche quest’anno. Ma passiamo subito alla classifica e lasciamo i commenti per dopo.
Classifica album 2025
| Pos. | Artista e titolo | Genere |
|---|---|---|
| 01 | Alice Cooper – The revenge of Alice Cooper | Hard rock |
| 02 | Death SS – The Entity | Heavy metal |
| 03 | Saxon – Hell, fire and damnation | Heavy metal |
| 04 | La Janara – Le donne magiche | Hard rock / Folk |
| 05 | Assalti frontali – Notte immensa | Rap |
| 06 | Messa – The spin | Heavy metal |
| 07 | Dream Theater – Parasomnia | Heavy metal / Prog |
| 08 | Panic Shack – Panik | Indie rock |
| 09 | Warlung – The poison Touch | Hard Rock / Metal |
| 10 | The Men – Buyer beware | Hard / Rock’n’Roll |
| 11 | Zig Zags – Deadbeat at dawn | Heavy metal / Punk |
| 12 | L’esperimento del Dr. K – Magia nera | Punk |
| 13 | Fvzz Popvuli – Melting pop | Garage Rock |
| 14 | Mammooth – The end | Hard Rock moderno |
| 15 | Bone Church – Deliverance | Hard Rock |
| 16 | Neoprimitivi – Orgia mistero | Indie Rock / Prog |
| 17 | Suede – Antidepressants | Brit pop |
| 18 | Lambrini Girls – Who let the dog out | Punk |
| 19 | Dusted Angels – This side of the dirt | Heavy Metal |
| 20 | The Hives – Forever the Hives | Garage Rock |
Il miglior album dell’anno, secondo me, è il ritorno di Alice Cooper con la formazione che l’ha accompagnato nei dischi classici degli anni ’70. Quindi siamo lontani dai successi anni ’90 di Trash e siamo più vicini ad un hard rock – glam solido e granitico. Non c’è un pezzo brutto o un riempitivo in “The revenge of Alice Cooper“, ma grandi canzoni rock con un suono potente e moderno, pienamente a fuoco.
A seguire, il ritorno dei Death SS che, in genere non sbagliano mai un disco, e in effetti anche questo nuovo “The Entity” si colloca ai livelli più alti della loro produzione. Almeno tre singoli che non si tolgono dalla testa e pezzi a cavallo tra il metal e l’hard rock ossianico degli anni ’70.
Terza posizione per gli storici Saxon, anche per loro un disco veramente solido, potente, moderno, ma sempre al 100% heavy metal. Come ho potuto constatare anche dopo averli visti dal vivo: nonostante l’età avanzata, pure loro non perdono un colpo. (Ma ormai si sa, i grandi gruppi metal sono praticamente eterni).
Nuove scoperte 2025
La sorpresa del 2025 è la band che corrisponde al nome di Janara, capitanata dalla cantante Raffaella Cangero. Cantato in italiano credibile e potente su una base hard rock che spesso sconfina nel folklore del sud italia (provengono dall’Irpinia). Grande disco, consigliatissimo.
Altro disco di un gruppo “nuovo” che si fa ascoltare molto piacevolmente è quello delle Panic Shack. Arrivano dal Galles e mixano ritmiche post punk a spunti pop rock di qualità. Promosse.
Una delle cose più strane ascoltate negli ultimi anni è invece “L’esperimento del Dr.K“, band che si rifà completamente ai primi Misfits, sia nei suoni, che nello stile del cantato. Canzoni, attenzione attenzione: in lingua italiana su mostri, cannibali e tutto l’armamentario Horror che caratterizzava il gruppo di Glenn Danzig. Tutto fatto con la giusta attitudine e di conseguenza, tanta credibilità. Più li ascolti e più ti piacciono.
Chiudo ammettendo di essere arrivato tardi e un po’ prevenuto all’ascolto di Wolfgang Van Halen (figlio del mitico Eddie) e del suo progetto Mammooth. Sono rimasto invece positivamente colpito dall’ultimo album “The End”, un bel disco di hard rock moderno, potente e con dei bei ganci melodici. Nonostante il cognome ingombrante, gli vanno fatti sentiti complimenti.
Le conferme del 2025
Tutti gli anni possiamo contare sul ritorno di qualche band del passato recente con album nuovi e conseguenti tour di supporto. Nel 2025 è toccato, tra gli altri, ai Suede, autori di un ottimo disco (ma quando mai ne hanno fatto uno brutto?), più cupo e con toni più “sommessi” rispetto agli anni ’90, ma sempre convincente.
Bene anche gli Hives, tornati con la solita carica nel nuovo “Forever the hives“. Il tempo passa anche per loro, ma il pepe al culo non manca pure stavolta, anche se non tutto il disco è allo stesso alto livello.
Stavo per dimenticarmi i Dream Theather di “Parasomnia“, un come back più che buono che ci riporta come riferimenti sonori al periodo d’oro ovvero tra il ’92 e il ’94. Molto bravi come sempre, e bene in palla.
Seconde scelte del 2025
I venti posti a disposizione per la classifica sono ovviamente limitati, quindi qualche buon album è rimasto per forza di cose fuori. Non per questo non si meritano un’ascolto anche:
- The Halo effect – March of the Unheard (Melodic death metal)
- Electric Citizen – EC4 (Hard, doom, folk)
- Caboose – Left for dust (Stoner Rock)
- Elettra Storm – Evertale (Power metal)
- Deftones – Private music (Nu metal)
- Lacuna coil – Sleepless empire (Metal)
Nuovi dischi: le delusioni dell’anno
Passiamo ora alle note dolenti che spaziano da cocenti delusioni a episodi non pienamente a fuoco. Sempre questioni di aspettative non esaudite, ma entriamo nel dettaglio. Per me i seguenti lavori sono delle mezze o intere delusioni.
- Hellacopters – Overdriver. Il nuovo disco si lascia ascoltare, ma denota un po’ di piattezza dal punto di vista compositivo. La voce di Nicke col tempo è cambiata, si abbassata di tono e risulta meno incisiva. Al di là di questo, le canzoni sembrano un po’ fotocopie pescate da quelle degli album precedenti (soprattutto quelli degli ultimi 10/15 anni). Tanto mestiere, ma arriva difficilmente alla sufficienza.
- Turnstile – Never enough. Il precedente “Glow on” è stato uno dei miei album preferiti del 2021, questo ne è una specie di fotocopia sbiadita. Molto virato verso il pop (era un rischio che poteva correre in effetti) con spruzzi di hardcore evoluto. Qualche pezzo si salva, come “Sole”, “Dreaming”, “Sunshower” e “Slowdive”, il resto non mi convince.
- Spiders – Sharp objects. Alter ego degli ultimi Hellacopters, ma con voce femminile, gli Spiders hanno sempre fatto album altalenanti. In quest’ultimo sembrano i Ramones di metà anni ’80, ma molto più soft. Li apprezzavo di più quando spingevano di più sulla cattiveria, come nell’ultima track del disco, ad esempio: “Would you miss me”.
- Franz Ferdinand – The human fear. Il meglio ormai i Ferdinand lo hanno già dato una quindicina di anni fa, e infatti di questo nuovo album senza troppe idee riesco a salvare solo un paio di pezzi: “Build it up” e “Night or day”. (Che comunque potrebbero essere tranquillamente delle b-side del 2005/2006, niente di più).
- Biohazard – Divided we fall. Le aspettative sulla reunion con la formazione originale (in pratica il ritorno di Evan Seinfeld) erano piuttosto alte, diciamolo. L’album nuovo è cattivo, aggressivo, ovviamente ben suonato, ma un po’ “di mestiere” e troppo sbilanciato verso l’hardcore secondo me. Non che sia proprio un male, ma li preferivo quando erano più influenzati dal rap (diciamo fino al 1995). Chiamiamola piccola delusione.
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Ciao a tutti sono Marcello e sono musica-dipendente. La musica mi ha dato tanto, quindi adesso è ora di rendergliene merito e giustizia attraverso questo blog.

